L'ingiuria non è più un reato. Ingiuriare una persona, ossia offendere l'onore o il decoro di una persona presente, non è più reato in quanto l'articolo 594 del codice penale che prevedeva, appunto, tale comportamento come illecito penale, è stato abrogato dal decreto legislativo n. 7 del gennaio 2016.

Occorre, però, fare alcune precisazioni.

Il fatto che un comportamento non costituisca più reato non significa necessariamente che è consentito o tollerato. Nel nostro ordinamento giuridico i comportamenti vietati possono integrare diversi tipi di illecito: quello penale, quello civile o quello amministrativo.

Lo stesso decreto legislativo che ha abrogato il reato di ingiuria, punisce adesso l'offesa all'onore o al decoro di una persona presente o mediante comunicazione telegrafica, telefonica, informatica o telematica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa, con una sanzione pecuniaria civile (oltre a prevedere il risarcimento del danno); dunque l'ingiuria non è più reato ma continua ad essere un comportamento vietato, integrando un illecito sottoposto al pagamento di una sanzione civile da € 100 a € 8.000 o per l'ipotesi aggravata, da € 200 a € 12.000.

 

Tuttavia se una persona, comunicando con più persone, anche in tempi diversi, offende la reputazione di un'altra persona che non è presente, commette il reato di diffamazione. Lo stesso reato viene commesso anche quando viene inviato a più persone un messaggio lesivo della reputazione di un'altra persona utilizzando i “social network” o quando si diffondono immagini offensive di una persona attraverso un sito internet.

La differenza tra l'illecito civile di ingiuria e il reato di diffamazione è, appunto, la presenza della persona a cui è rivolta l'offesa: quando è presente la vittima dell'offesa ricorre l'illecito civile di ingiuria mentre se l'offesa alla reputazione di una persona avviene comunicando con almeno due persone, in assenza del destinatario dell'offesa, si configurerà il reato di diffamazione.

 

Inoltre, ci sono casi in cui offendere una persona presente integra un reato diverso e non l'illecito civile di ingiuria. Per esempio, se taluno, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l'onore e il prestigio di un pubblico ufficiale, mentre quest'ultimo compie un atto d'ufficio ed a causa o nell'esercizio delle sue funzioni, integra con tale comportamento il reato di oltraggio a un pubblico ufficiale. Ciò potrebbe verificarsi quando, ad esempio, un genitore di un alunno, all'interno di un edificio scolastico, offende in presenza di altre persone, l'onore e il prestigio di un insegnante di una scuola pubblica primaria o secondaria mentre compie un atto d'ufficio ed a causa o nell'esercizio delle sue funzioni (in cui rientrano anche gli incontri degli insegnanti con i genitori degli alunni).

Per concludere è opportuno sottolineare che ci sono altri casi in cui offendere una persona presente, sussistendo determinati presupposti, può avere rilevanza penale e, quindi, costituire reato (altro esempio può essere il reato di oltraggio a un magistrato in udienza).

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