Il 3 giugno 2017 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la nuova legge n. 71 del 2017 recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” che entrerà in vigore il 18 giugno 2017.

 

Definizione di cyberbullismo.

Il legislatore definisce il cyberbullismo come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

 

Obiettivo della legge.

In Italia non esiste un reato specifico di cyberbullismo, né viene introdotto da questa legge, tuttavia i singoli atti posti in essere potrebbero integrare – sempre se ne sussistono i presupposti -, a seconda dei casi e solo a titolo esemplificativo, l'illecito civile di ingiuria, i reati di sostituzione di persona, diffamazione, estorsione, trattamento illecito di dati, atti persecutori (stalking); in particolare quest'ultimo reato punisce chi ripetutamente minaccia o molesta una persona tanto da causargli un grave stato di ansia o di paura, ovvero da fargli cambiare le sue abitudini di vita.

Questa legge ha l'obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti.

 

Richiesta di oscuramento o di rimozione del dato personale del minore.

Per tutelare la propria dignità, ciascun minore che abbia compiuto i quattordici anni d'età nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore che abbia subìto taluno dei suddetti atti di cyberbullismo, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet.

Qualora, entro 24 ore successive al ricevimento dell'istanza, il soggetto responsabile non abbia comunicato di avere assunto l'incarico di provvedere all'oscuramento, alla rimozione o al blocco richiesto, ed entro 48 ore non vi abbia provveduto, o comunque nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media, l'interessato può rivolgere analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali.

 

Prevenzione e contrasto del cyberbullismo in ambito scolastico.

Per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo in ambito scolastico la legge prevede, tra l'altro, che ogni istituto scolastico, nell'ambito della propria autonomia, dovrà individuare fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

I regolamenti delle istituzioni scolastiche e il patto educativo di corresponsabilità dovranno essere integrati con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e alle relative sanzioni disciplinari commisurate alla gravità degli atti compiuti.

Inoltre le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell'ambito della propria autonomia e nell'ambito delle risorse disponibili, dovranno promuovere l'educazione all'uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri connessi all'utilizzo delle tecnologie informatiche, quale elemento trasversale alle diverse discipline curricolari, anche mediante la realizzazione di apposite attività progettuali aventi carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione o di progetti elaborati da reti di scuole in collaborazione con enti locali, servizi territoriali, organi di polizia, associazioni ed enti.

Infine, tranne i casi in cui il fatto costituisca reato, il dirigente scolastico che viene a conoscenza di atti di cyberbullismo deve informare tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale o i tutori dei minori coinvolti e deve attivare adeguate azioni di carattere educativo.

 

Ammonimento.

La legge in argomento prevede una procedura amministrativa di ammonimento solo per certi aspetti simile a quella già prevista, ormai da anni, per il delitto di atti persecutori.

La legge prevede che fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia per il reato di diffamazione, minaccia e per il reato di trattamento illecito di dati di cui all'articolo 167 del codice per la protezione dei dati personali, commessi, mediante la rete internet, da minorenni di età superiore agli anni quattordici nei confronti di altro minorenne, è applicabile la procedura di ammonimento.

Ai fini dell'ammonimento, il questore convoca il minore unitamente ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale. Gli effetti dell'ammonimento cessano al compimento della maggiore età.

Sorgono dubbi in ordine all'alternatività dell'ammonimento rispetto:

  • all'illecito civile di ingiuria in quanto la legge in argomento, nel prevederne l'alternatività, fa ancora riferimento al reato di ingiuria, abrogato più di un anno fa;
  • alla presentazione della denuncia in relazione ai reati procedibili d'ufficio come la minaccia grave o il trattamento illecito dei dati, per i quali l'appartenente alle FF.PP. che riceverà l'istanza di ammonimento, si vedrà comunque costretto a trasmettere gli atti alla competente Procura della Repubblica.

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Pos22

 

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