Fontana Turano, monte Artemisio © Velletri

La legge n. 113 del 29 gennaio 1992, prevede l'obbligo per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, a porre - in attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale - a dimora un albero (ossia piantare un albero) nel territorio comunale entro sei mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente e di ciascun minore adottato. Quindi piantare un albero per ogni nuovo nato e per ogni bambino adottato è già un obbligo previsto dalla legge per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti.

La messa a dimora può essere differita in caso di avversità stagionali o per gravi ragioni di ordine tecnico.

La suddetta legge dispone, inoltre, che ciascun comune provveda a censire e classificare gli alberi piantati, nell'ambito del rispettivo territorio, in aree urbane di proprietà pubblica.

Infine, è previsto che il sindaco, due mesi prima della scadenza naturale del mandato, renda noto il bilancio arboreo del comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente all'inizio e al termine del mandato stesso, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza.

Quest'anno (2019) l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha chiarito che la conoscibilità del bilancio arboreo da parte dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti deve essere assicurata mediante pubblicazione nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale, sottosezione “Informazioni ambientali”.

L'ANAC ha infine rappresentato che ai casi di violazione dell'obbligo di pubblicare il bilancio arboreo, si applicano le previsioni contenute all'art. 45, quarto comma del decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 secondo cui il mancato rispetto dell'obbligo di pubblicazione costituisce illecito disciplinare.

L'Autorità Nazionale Anticorruzione segnalerà l'illecito all'ufficio di cui all'articolo 55-bis, comma 4, del d.lgs. n. 165/2001, dell'amministrazione interessata ai fini dell'attivazione del procedimento disciplinare a carico del responsabile della pubblicazione o del dirigente tenuto alla trasmissione delle informazioni. Inoltre, sempre con riferimento al mancato rispetto dell'obbligo di pubblicazione, l'Autorità Nazionale Anticorruzione segnalerà altresì gli inadempimenti ai vertici politici delle amministrazioni, agli Organismi indipendenti di valutazione della performance e, se del caso, alla Corte dei conti, ai fini dell'attivazione delle altre forme di responsabilità.

Infine, ai sensi dell'art. 46 del decreto legislativo n. 33 del 2013, l'inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all'immagine dell'amministrazione ed è comunque valutato ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili. Il responsabile non risponde dell'inadempimento degli obblighi di pubblicazione nel caso in cui provi che tale inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile.

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